I tarli del legno non identificano una singola specie, ma un insieme di coleotteri xilofagi che si nutrono di legno durante la fase larvale. Le infestazioni domestiche più comuni sono causate da tre famiglie principali: Anobidi, Cerambicidi e Lictidi.
Conoscere le differenze tra queste famiglie è fondamentale per individuare correttamente il problema e scegliere il trattamento più efficace.
1. Anobidi – I tarli dei mobili
Gli Anobidi sono i tarli più comuni nelle abitazioni. Tra le specie più diffuse troviamo Anobium punctatum (tarlo dei mobili) e Xestobium rufovillosum, noto come “orologio della morte”.
Caratteristiche principali
- Prediligono legni teneri (abete, pino, pioppo)
- Attaccano mobili, infissi, travi e pavimenti
- Fori di uscita piccoli e rotondi (1–2 mm)
- Rosume molto fine, simile a talco
Ciclo biologico
La fase larvale può durare da 2 a 5 anni. Durante questo periodo le larve scavano gallerie interne nutrendosi della cellulosa. L’adulto vive poche settimane, con il solo scopo di riprodursi.
Nel caso di Xestobium rufovillosum, può essere percepito un caratteristico ticchettio prodotto dal maschio per attirare la femmina.
2. Cerambicidi – Il tarlo delle travi
I Cerambicidi rappresentano una delle famiglie più pericolose dal punto di vista strutturale. La specie più nota è Hylotrupes bajulus, conosciuto come capricorno delle case.
Caratteristiche principali
- Colpisce legname strutturale (travi, solai, tetti)
- Predilige legni resiniferi stagionati
- Fori di uscita ovali o ellittici (4–8 mm)
- Rosume granuloso con fibre visibili
Rischi strutturali
Le larve scavano gallerie profonde e ampie che possono ridurre la resistenza meccanica delle strutture portanti. Un’infestazione non trattata può compromettere la stabilità dell’edificio.
La fase larvale può durare anche 5–10 anni, con danni progressivi spesso invisibili dall’esterno.
3. Lictidi – Il tarlo delle polveri
I Lictidi attaccano prevalentemente legni duri ricchi di amido. La specie più diffusa è Lyctus brunneus.
Caratteristiche principali
- Predilige rovere, noce, mogano e frassino
- Fori piccoli (1–2 mm)
- Produzione abbondante di polvere sottilissima
- Colpisce spesso parquet e mobili moderni
Particolarità biologica
Le femmine depongono le uova nei pori del legno. Le larve si nutrono dell’amido presente nell’alburno, trasformando progressivamente l’interno del legno in polvere fine.
Differenze principali tra le famiglie
| Famiglia | Tipo di legno | Fori | Rosume | Rischio strutturale |
|---|---|---|---|---|
| Anobidi | Legni teneri | 1–2 mm, rotondi | Fine, tipo talco | Medio |
| Cerambicidi | Legname strutturale | 4–8 mm, ovali | Granuloso | Alto |
| Lictidi | Legni duri | 1–2 mm | Polvere finissima | Medio |
Conclusione
Identificare correttamente la famiglia di appartenenza del tarlo è fondamentale per scegliere il trattamento più adeguato. La tipologia di legno colpita, la dimensione dei fori e la consistenza del rosume rappresentano indicatori chiave per una diagnosi corretta.


